Email marketing: le risposte alle domande fuori tempo massimo

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Venerdì scorso Alessandra Farabegoli ci ha parlato dell’email marketing: un webinar da più di un’ora in cui ci ha raccontato tutti i segreti per rendere le nostre newsletter efficaci ma non solo… dopo la lezione c’è stato spazio per le domande via chat di chi era in ascolto online.

alessandra_farabegoliAlessandra ci ha parlato di email come tappa lungo la customer journey dei nostri clienti, le diverse tipologie di newsletter con cui possiamo comunicare, è entrata nel tecnico parlando di come si fa a costruire e creare la lista ripetendo sempre che “gli strumenti non sono tutto, ma è indispensabile usare quelli giusti e usarli bene”.

Un’ora intensa e stimolante in cui c’è stato davvero molto da imparare…ma si sa, il tempo è tiranno: ecco quindi le risposte alle domande “fuori tempo massimo”, tra qualche giorno saranno disponibili anche il video del webinar e le slide!

Lidia: Cosa dire a un’azienda che non comprende l’importanza di questo strumento (email) per comunicare i propri contenuti informativi?

Le email sono il canale di informazione più diffuso e utilizzato. Chiunque usa Internet ha almeno un indirizzo email, e soprattutto nel B2B, i nostri interlocutori leggono la posta tutti i giorni, più volte al giorno e, da quando gli smartphone sono diventati ubiquitari, in qualunque momento del giorno e della notte.

Se usiamo le email tenendo realmente presenti i principi di utilità e rilevanza, la nostra reach sarà molto più alta di quella che potremmo avere su altri canali (penso soprattutto a Facebook), e a costi decisamente minori.

Gloria: Come faccio a scrivere un oggetto accattivante? Ci sono delle regole pratiche?

Cerca di metterci da subito qualcosa che spieghi “cosa c’è dentro” e soprattutto “perché dovrebbe riguardarmi”. Le “parole chiave” sono concrete, dirette, e vanno messe se possibile all’inizio dell’oggetto, perché quando scorriamo velocemente la posta in arrivo lo facciamo leggendo da sinistra a destra, e decidiamo in un microsecondo se continuare a leggere fino in fondo (e magari anche le poche parole dell’anteprima), o se archiviare e passare al messaggio successivo.

Andrea: Come gestire i destinatari sospesi inattivi che il mio strumento (Mail up) ha individuato?

Il segmento di iscritti che da tempo non mostra più interesse verso le nostre campagne va periodicamente esaminato, per valutare se davvero continuare a tenerli in lista. Io consiglio di “metterli in quarantena” per un po’, in modo da essere certi che la loro esclusione dalle liste di invio non pregiudichi i risultati complessivi delle campagne, e poi di inviare loro una “campagna di riattivazione”, che ricordi i motivi per cui si erano iscritti e chieda se sono ancora interessati. Quelli che reagiscono a questa campagna, tornando attivi, resteranno in lista; gli altri possiamo serenamente disiscriverli, così da aumentare i tassi di apertura delle nostre campagne.

Tina: Nel caso di servizi della Pubblica Amministrazione spesso la comunicazione troppo istituzionale blocca le apertura. Un consiglio per ovviare a ciò?

Tutta la comunicazione della PA andrebbe alleggerita e resa più fluida e orientata alle persone che devono leggere! Consiglio una cura massiccia di Luisa Carrada e Annamaria Anelli, da mettere in pratica riscrivendo email, circolari, siti web, ma anche regolamenti e, perché no, leggi! (Qui trovi il video dei webinar che Annamaria Anelli ha tenuto l’anno scorso proprio per We4italy!)

 

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