Scrittura Professionale, le risposte “fuori tempo massimo” del webinar con Annamaria Anelli

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Il webinar di ieri con Annamaria Anelli sulla Scrittura Professionale è stato un grandissimo successo, tanto che abbiamo dovuto chiudere le iscrizioni per aver completato i posti già a metà della scorsa settimana. I partecipanti hanno posto moltissime domande durante il momento finale dedicato all’interazione via chat e Annamaria ha cercato di dare consigli a ciascuno.

Per tutti quelli a cui non è riuscita a dare una risposta in tempo ha preparato questo post con le domande “fuori tempo massimo”.

Dalla prossima settimana il webinar sarà disponibile online in forma di video e slide scaricabili direttamente da qui.

Vi ricordiamo che il tema del prossimo webinar sarà l’architettura dell’informazione, con Luca Rosati, il 9 marzo in pausa pranzo [ore 13-14], presto sarà possibile iscriversi!

Annamaria Anelli

 

 

Ciao a tutti,

siccome durante il webinar del 9 febbraio alcune domande sono rimaste senza risposta, qui cerco di ovviare.

 

Sara chiede se si può esplicitamente parlare ai clienti della concorrenza e magari offrire loro quello che stanno cercando: io mi tengo sempre un po’ lontana dai comportamenti aggressivi, perché poi non so gestire il carico emotivo che ne deriva. Puoi, comunque, fare riferimento, nella tua offerta, a bisogni insoddisfatti chiamandoli per nome (i bisogni, non i clienti!).

Però, c’è un però. Se uno è capace, bravo e brilla per umorismo, può fare esplicito rifermento a errori, imprecisioni o mancanze della concorrenza, ma Sara, io lo farei solo se padroneggiassi bene l’argomento, il mezzo, il codice, il contesto… Come ha fatto Buitoni (vedi qui) dopo la sparata di Barilla, all’epoca.

 

Andrea ha una piattaforma che aiuta le persone a trovare il miglior corso di formazione: cosa suggerisco per descrivere meglio il corso e convincere le persone a lasciare la loro mail?
Sulla descrizione del corso andrei sul sicuro: linguaggio semplice e concreto e fuoco su “che cosa ottieni con questo corso”. Nessun bla bla artificiale su competenze che non si sa mai bene quali siano e dove poterle impiegare. Il corso affronta tre argomenti: 1,2,3; lo fa in questo modo: xxx; alla fine ti porti a casa questo zzz che ti serve per fare questo ccc. Se non le hai tu in prima persona queste info, io chiederei al papà o alla mamma del corso di compilarti una scheda quanto più concreta possibile e vicina al bisogno che il corso risolve. Anche per la newsletter userei il medesimo principio: se riuscissi a segmentare un po’, potresti fare un invio mirato in modo che io che non sono interessata al giardinaggio non mi becchi 5 nl sul colore dei fiori d’inverno. E linguaggio chiaro, semplice e concreto. Per curiosità, guarda l’home page di NetworkMamas. Loro, per esempio, usano qualche dato: numero di persone che ha visualizzato il corso, quanti l’hanno comprato, che voto ha.

 

Chiara chiede qual è il rapporto tra comprensione e originalità: le parole semplici fanno a botte con la creatività? Oh no, nessuna guerra! Anzi: chi l’ha detto che per essere originali bisogna inventarci paroloni? Ti faccio un esempio che cito spesso: è creatività che gioca con i nostri archetipi e le nostre paure, usa un argomento che più facile da capire non si può e lo fa senza capriole da un aereo in corsa ma con una levità straordinaria. È uno spot di Subaru (lo trovi qui): il quotidiano che diventa uno spunto per un capolavoro di creatività.

 

Marta chiede se i suggerimenti del webinar funzionano anche per una pagina Fb che diventerà un blog: sì certo! In più ci vuole un’enorme voglia di mettersi in gioco, di postare con regolarità, di parlare al pubblico che hai in testa e di rispondere a tutti i commenti. Si deve sentire la tua voce, Marta, si deve capire chi sei. Ti consiglio di leggere un magnifico post di Neu sul rapporto tra parola scritta e tono di voce. E poi segui tutti i consigli di Enrica Crivello: quelli che elargisce in video (li trovi qui) sono un esempio essi stessi di come interagire con la propria comunità.

 

Francesca e Dario mi fano una domanda abbastanza simile: come presentare un’azienda e i suoi prodotti? Quale tono usare? Su cosa puntare? Per il tono di voce leggete Neu anche voi, sull’elemento su cui puntare, dipende: se c’è una storia, punterei su quella; se è qualcuno appena nato, no. Certo che è difficile consigliare così, su due piedi, senza conoscere niente di preciso: non c’è una formula che si può applicare magicamente per tutto, dipende, ogni volta, dal contesto in cui ci si trova a offrire i nostri servizi di “scrittori”. E non sempre è la storia che risolve i problemi: andatevi a guardare la campagna di Grandi Navi veloci su Fb (la trovate qui): loro hanno puntato tutto sulle storie delle persone, ma hanno raccolto talmente tante critiche e commenti off topic che non so come ne siano venuti fuori (però non sono aggiornata).

Dario, Il segreto è sempre quello: scopro che problema risolve la mia azienda e propongo direttamente la soluzione. Secondo me puoi prendere spunto dalla mia mail sulle slide del webinar, sai? Quella alla fine: la versione della struttura ricettiva che si propone alle aziende del luogo.

Francesca: molti argomenti di riflessione li ha dati anche Francesca Sanzo nel suo webinar sullo storytelling digitale (eccolo qui): vai a risentirti anche le sue risposte alle domande.

In ogni caso: linguaggio fresco, leggero, concreto, senza cliché e leader di settore :)

Grazie a tutti, alla prossima.

Anna

 

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