Startup: dati sull’occupazione e indicatori economici

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Tra il 2013 e il 2014 le startup sono cresciute sia dal punto di vista numerico che da quello dimensionale. Per gli anni 2012 e 2013 la variazione del valore della produzione per addetto è sempre maggiore a 1 segnalando un valore superiore nelle startup rispetto al complesso delle società di capitale. Scopriamo insieme come sono messe in termini di redditività, solidità e liquidità.

Siamo giunti al terzo appuntamento dedicato ad approfondire i dati della Relazione al Parlamento sullo stato di attuazione della normativa a sostegno delle startup e delle PMI innovativepubblicata dal Ministero dello Sviluppo Economico a fine dicembre 2015, dopo il nostro identikit dello startupper innovativo in Italia e i dati sulla mortalità delle startup, oggi parliamo dei dati relativi all’occupazione e alle performance economiche delle nuove imprese 2.0

Le informazioni a cui facciamo riferimento sono prevalentemente relative al biennio 2012-2013 in quanto le più complete disponibili.

Occupazione

Partiamo dicendo che la dimensione media delle imprese startup, in termini di dipendenti, è in crescita tra il 2013 e il 2014 e che le startup coinvolgono un numero significativo di soci: tra le 1.369 startup di cui sono stati analizzati i dati nel 2014,  si contavano oltre 5.500 soci persone fisiche e circa 1.100 soci persone giuridiche.

2013: i dati relativi a 1.443 imprese (sulle 1.486 iscritte) segnalano la presenza di 1.554 lavoratori dipendenti, il settore di attività prevalente è quello dei servizi, in particolare le attività di software e di ricerca e sviluppo. La dimensione media delle startup è di 3,2 dipendenti

2014:  i dati relativi a 1.010 imprese (sulle 3.179 iscritte) segnalano la presenza di 2.725 lavoratori dipendenti che portano a una dimensione media di 3,4 dipendenti.

Tra il 2013 e il 2014 quindi le startup sono cresciute sia dal punto di vista numerico che da quello dimensionale. 

Analisi della produttività

Valore aggiunto e produzione

Il valore aggiunto è l’indicatore strategico che meglio di altri consente di sintetizzare le informazioni relative alla produttività delle imprese.  Viene ottenuto come differenza tra componenti positive e negative del conto economico ed esprime la capacità dell’impresa di remunerare i fattori della produzione.

2013: in media il valore aggiunto per impresa è di circa 35mila euro, contro i circa 280mila del complesso delle società di capitale. Considerando il valore aggiunto per addetto, cioè la produttività del lavoro, le differenze si attenuano, anche se restano a favore del complesso delle società di capitale (19mila euro, contro 53mila euro); nell’universo delle startup innovative il settore con la maggior produttività del lavoro è quello degli studi di architettura e ingegneria (35mila euro per addetto), seguito dal settore delle consulenze. Nel complesso le startup fanno registrare livelli di produttività inferiori rispetto alle imprese già avviate da anni.

Produttività: utilizzando il valore della produzione (è utilizzato come proxy del valore aggiunto, in quanto quest’ultimo assume in alcuni domini valori negativi) per gli anni 2012 e 2013 è stato elaborato il rapporto del valore della produzione per il numero di addetti, sia per le startup sia per l’universo delle società di capitali.
La variazione del valore della produzione per addetto (ultima colonna della tabella seguente) è sempre maggiore a 1 segnalando un valore superiore nelle startup rispetto al complesso delle società di capitale.

Dinamica della produzione per addetto, nell’universo delle startup innovative e nel complesso delle società di capitale – anni 2012, 2013

Analisi economico finanziaria della redditività, solidità e liquidità

Per evidenziare il livello di competitività delle startup innovative in rapporto alle società di capitali, è stata analizzata la performance economica per gli anni 2012 e 2013, utilizzando i principali indicatori finanziari. Tre le specifiche aree di performance: redditività, solidità e liquidità, per ognuna sono stati selezionati e sintetizzati diversi indicatori:

  • Liquidità: esprime la capacità di coprire le passività a breve mediante l’attivo circolante – rimanenze, crediti e cassa, sono stati sintetizzati due indicatori: l’indice di liquidità e l’indice di disponibilità; quindi è stato costruito un indicatore sintetico di liquidità. [clicca qui per approfondimenti]
  • Solidità: che esprime la qualità delle fonti di finanziamento dell’impresa e il livello di indebitamento, indicandoci la capacità di resistere nel tempo anche a situazioni avverse di mercato, sono stati sintetizzati due indicatori: il leverage e la copertura delle immobilizzazioni con fonti durevoli; quindi è stato costruito un indicatore sintetico di solidità.  [clicca qui per approfondimenti]
  • Redditività: sono stati considerati sia il ROE che il ROI. Il ROE sintetizza il risultato economico finanziario di un’impresa, Mentre il ROI rapporta il reddito operativo (ricavi meno costi operativi) al totale del capitale investito: [clicca qui per approfondimenti]

Prima di tutto si è calcolato il turnover del fatturato cioè il rapporto tra il fatturato e il totale del capitale investito, sia nelle startup che nelle società di capitali, per cogliere eventuali difficoltà di accesso per le imprese che si affacciano per la prima volta sul mercato. In alcuni macrosettori (Altre attività di consulenza, Design specializzato, Ricerca e sviluppo, Consulenza gestionale, Studi di architettura e ingegneria, Altri servizi) il gap tra le nuove nate e le società già presenti sul mercato sembra piuttosto contenuto, mentre in altri (Commercio, trasporto alloggi, ristorazione, Elaborazione dati, Altra industria e costruzioni, Macchinari e Software) risulta più evidente. Ciò indica che a fronte di un investimento iniziale, le startup innovative del primo segmento (Altre attività di consulenza, Design specializzato, Ricerca e sviluppo, Consulenza gestionale, Studi di architettura e ingegneria, Altri servizi) ottengono un ritorno in termini di fatturato in linea con quello dei competitor già presenti sul mercato, mentre negli altri settori il vantaggio competitivo delle imprese già presenti sul mercato è più elevato.

Per quanto riguarda le performance, la redditività delle startup innovative risulta inferiore a quella delle imprese già presenti sul mercato, anche se alcuni macrosettori (Altre attività di consulenza, Ricerca e sviluppo, Consulenze gestionali e Studi di architettura e ingegneria), presentano livelli di redditività positivi. In termini di solidità e liquidità, invece, le startup presentano generalmente buoni livelli di performance, in media superiori a quelle delle imprese già esistenti.
Si può desumere che le startup partano da un livello di indebitamento piuttosto contenuto e con la piena capacità di fronteggiare le passività a breve, a fronte di un livello di attività non pienamente a regime.

 

Infine per l’anno 2013, le imprese dei due universi (startup innovative e società di capitali) sono state suddivise in tre gruppi:

  • Le imprese “sane” che presentano performance positive, sia in termini di redditività (ROE positivo), sia in termini di solidità (un valore dell’indice sintetico di solidità superiore a 0,75), che di liquidità (un valore dell’indice sintetico di liquidità superiore a 1);
  • Le imprese con redditività positiva ma con problemi di solidità o liquidità;
  • Le imprese con redditività negativa e problemi di solidità e liquidità.

I risultati evidenziano che in settori come Ricerca e sviluppo, Altre attività di consulenza, Studi di architettura e ingegneria, Consulenze gestionali, l’incidenza delle imprese”sane”, cioè in utile, è piuttosto simile sia tra le startup che tra le società di capitali già presenti sul mercato. In altri settori come Altre industrie e costruzioni, Commercio, trasporto, alloggi, ristorazione, Macchinari, Design specializzato, Software ed Elaborazione dati, l’incidenza delle imprese “sane” è molto più contenuta nelle startup rispetto alle società di capitali già presenti sul mercato.
In questi ultimi settori, in particolare, l’incidenza delle imprese in perdita e con problemi di solidità e liquidità risulta piuttosto elevata nelle startup.

Distribuzione delle imprese sane e delle imprese con problemi in termini di redditività solidità e liquidità per macrosettore (anno 2013)

imprese_sane

 

 

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