Land2Lend, la startup che trasforma il crowdfunding in crowdfarming

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Se vuoi saperne di più sul “Crowdfarming” devi assolutamente leggere la storia della startup che ti presento oggi: una realtà tutta italiana, tutta del Sud, che sta puntando sul territorio e su come riqualificarlo.

Basta leggere quanti premi ha vinto per capire che questa startup ha davvero le carte in regola per trasformarsi in un’azienda di successo: in semifinale alla “Global Social Venture Competition”, selezionata da “Noble Ideas” con l’aiuto dello IAB di Bari, ancora in finale a “Valore Assoluto” ha vinto “Unipol Ideas” ed è stata selezionata per il progetto “Fooding” per il crowdfarming. Ma non finisce qui: c’è anche una vittoria a “Social Routes“, gara per startup sociali in ambito agricolo della Fondazione Bordolini.

Oggi vi racconto Land2lend: questo è il suo curriculum! 

Tommaso Romagno, tu che sei uno dei fondatori, ci puoi spiegare in breve cos’è Land2Lend?

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Land2Lend è la prima piattaforma di crowdfarming ovvero il crowdfunding applicato al mondo dell’agricoltura e del cibo; L2L “fa fruttare i terreni abbandonati”, ovvero dà la possibilità a chi vuole fare nascere un progetto agricolo o agroalimentare di mettersi in contatto con altre persone interessate a questo nuovo prodotto o alla coltivazione del prodotto stesso: in cambio di una donazione si riceve il prodotto o un pezzo del prodotto.

Come è nato Land2Lend?

land2lend-3Land2Lend è nato da un’idea di Tommaso Romagno (io) e Donatello Macario durante l’inaugurazione dei “Laboratori Urbani” che in Puglia hanno riqualificato una serie di edifici pubblici inutilizzati. Con Donatello ci siamo messi a riflettere su quanto fosse sottoutilizzata una risorsa importante come il terreno da coltivare, in un territorio come il sudest barese. Quali azioni avrebbero potuto riqualificare quei terreni?

Ci è subito venuto in mente che potevamo usare il metodo del  matching, ovvero mettere in contatto i proprietari dei terreni incolti con chi ha voglia di coltivarli sia per business che per svago.

Dopo una serie di confronti e di riflessioni abbiamo capito che il problema del matching era marginale e difficilmente intermediabile perché per poter affittare un terreno da coltivare si deve instaurare prima un rapporto di fiducia e che questo rapporto non può essere gestito interamente attraverso una piattaforma digitale. Quindi abbiamo iniziato a riflettere su come rendere sostenibile questo progetto individuando un problema più importante ovvero la necessità di fondi: uno dei motivi principali di  abbandono dei terreni è proprio l’incapacità di ricavare un guadagno sufficiente per coprire i costi di produzione.

Da qui ci è venuta l’idea di mettere in contatto i due anelli principali nella catena del cibo: produttori e consumatori.  É nata così  Land2Lend, la prima piattaforma di crowdfarming. Promuoviamo progetti di agricoltura ma anche di innovazione nel mondo della produzione che valorizzino nuovi format grazie ad utenti che possano “innamorarsi” e finanziarli, ricevendo in cambio proprio questi prodotti.

Da chi è formato il team?

land2lend-2Il team di Land2Lend è formato da Tommaso Romagno che è un imprenditore e si occupa della gestione dell’impresa Land2Lend e della parte di sviluppo della piattaforma. Donatello Macario si occupa di service design: funzionamento della piattaforma e progettazione delle campagne. Davide segue il back-end e Arianna Tosi è esperta in content management.

Quali difficoltà ha trovato sulla sua strada Land2Lend e come le ha superate?

Tra le difficoltà che abbiamo incontrato, sicuramente ha avuto molto peso reperire le risorse per lo sviluppo dell’impresa: in questo sappiamo di essere in “buona compagnia”, trattandosi del problema prevalente di ogni startup.  Noi abbiamo potuto avviare la Land2Lend grazie ad un finanziamento della Camera di Commercio di Bari, per lo sviluppo invece stiamo investendo nelle nostre risorse.

La criticità maggiore, specifica del nostro settore, è stata quella di interloquire con un mondo totalmente impermeabile all’innovazione: la maggior parte degli agricoltori ha una mentalità molto concreta e  poco propensa ad avvicinarsi a nuovi modelli economici come la sharing economy e il crowdfunding. Siamo riusciti a superare questa difficoltà spiegando con chiarezza i vantaggi economici che i nuovi modelli producono e la convenienza di vendere i propri prodotti al di fuori della grande distribuzione.


Lesson learnt: cosa abbiamo imparato da Tommaso e da Land2Lend

Non partire dall’idea ma concentrati su come risolvere un problema e scopri quanto (e se) le persone sarebbero disposte a pagare perché tu lo faccia per loro. A seconda poi del settore in cui si muove la tua idea, sviluppa la capacità di farne percepire la forza e l’innovazione, usando il linguaggio di chi ti ascolta, non quello tecnico a cui sei abituato.

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