Featapp premia il movimento

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chiaracecchini_2Featapp nasce da un’idea di Chiara Cecchini, 25 anni e tantissima energia creativa. Si tratta di una App – semplicissima da usare –  che permette di trasformare i gesti d’amore che facciamo per noi attraverso movimento e sport in “premi”: ogni 500 passi, un gettone viene messo nel tuo salvadanaio e puoi acquistare prodotti e servizi genuini, a prezzi scontati, da rivenditori accuratamente selezionati per farti stare bene.

L’idea mi piace moltissimo ed è in linea con il mio percorso personale, proprio per questo voglio sapere da Chiara come l’è venuta.

Tutto è nato nella mia testa da due eventi personali: un infortunio prima di tutto. Giocavo a pallavolo a livello agonistico da 15 anni e ho dovuto smettere. Lo sport, che era sempre stato la mia passione e che per me rappresentava un’attività da svolgere in gruppo e aveva obiettivi precisi, si era trasformato in sessioni di palestre un po’ “noiose” proprio perché mi sembrava di non avere nessun traguardo da raggiungere. In quel periodo mi sono avvicinata a App e Smart Watch per monitorare i risultati  e mi sono accorta che se raggiungevo obiettivi che mi rendevano contenta, avevo voglia di premiarmi con un buon cibo che con qualcosa che mi facesse sentire bene. Contemporaneamente, in quel periodo ho iniziato a viaggiare molto per studio e lavoro e  mi sono resa conto che  – per me abituata a mangiare in maniera sana in famiglia – non era così semplice trovare cibo sano e di qualità e così la mia idea ha cominciato a farsi strada in me.

chiaracecchini_1Cosa ha trasformato l’idea in progetto concreto?

Ho intercettato un Bando di finanziamento per idee legate a nutrizione e contrasto dell’obesità del Barilla Center for Food & Nutrition  e ho deciso che era arrivato il momento di concretizzare il mio progetto: ho partecipato all’Application e mentre ero a Mosca, dove studiavo, mi hanno chiamata per dirmi che la mia idea di start up era stata selezionata! Da quel momento ho cominciato a partecipare a eventi tematici e a presentare me stessa e la mia idea: ho potuto fare networking e intercettare persone interessate ad aiutarmi a farla decollare.

Quale difficoltà hai incontrato lungo il tuo cammino e come le hai risolte?

Scegliere le persone con cui creare un team di lavoro è stata la parte che mi ha messo maggiormente in difficoltà: ero (sono) giovane e non è sempre facile capire come competenze e feeling umano possano andare a braccetto per realizzare insieme un progetto. Ad un certo punto sono stata contattata da You Can Group che ha una grandissima esperienza imprenditoriale e ho trovato due Mentor che con la loro esperienza mi stanno aiutando moltissimo a capire e identificare le persone con cui lavorare meglio.  Ora, oltre a questi Mentor, lavoro con uno sviluppatore e un grafico che collaborano con me part time.

 

Schermata 2015-11-16 alle 10.31.58Quali sono le motivazioni alla base del tuo successo?

Il progetto intercetta bisogni psicologici e comportamenti comuni a tutti noi, si basa su un meccanismo semplice e risponde all’esigenza di premiare gli sforzi in maniera valorizzante e sana. Si parla di cibo come “premio”, si da valore al movimento e chiunque si sente parte di una comunità.

 


Lesson learnt: cosa abbiamo imparato da Chiara

Un progetto è efficace se riesce a rispondere a un bisogno in maniera semplice e intuitiva: ma un’idea non è mai tutto, per realizzarla occorrono molti ingredienti, tra i quali un team affiatato e in grado di sostenerne tutte le parti. Se non hai ancora l’esperienza per individuare le risorse umane e operative indispensabili, fatti aiutare da chi ce l’ha o può mettere a disposizione le proprie competenze professionali.

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