Alessandra Poggiani e il digitale sinonimo di crescita economica

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Concepire il ruolo del pubblico come volano del mercato e al servizio del cittadino, sapendo che il digitale è sinonimo di efficienza, trasparenza, crescita, lotta all’evasione, ma che è soprattutto la porta per il nostro futuro” dice uno dei punti finali della “Strategia per la crescita digitale 2014-2020” della Presidenza del Consiglio dei Ministri. In molti vorranno verificare direttamente alla fonte vista la portata dell’affermazione e il cambio di passo innegabile rispetto al passato ma per capirne di più, uno dei nodi della svolta digitale del Governo è senza dubbio Alessandra Poggiani, direttrice dell’Agenzia per l’Italia Digitale. Con esperienze in varie aziende sia del pubblico sia nel privato, Alessandra è nota per il suo attivismo digitale da tempi non sospetti ma se le chiediamo i punti di forza e le possibili linee di sviluppo delle politiche digitali, le risposte indicano un nuovo modo di fare.

“Stiamo sviluppando un processo di cooperazione con tutti i livelli di Governo e con la società civile anche attraverso una consultazione pubblica perché crediamo che solo attraverso la collaborazione possiamo finalmente vedere realizzati i progetti e i piani. In questi anni non è mancato il livello programmatico e teorico, ma piuttosto la capacità realizzativa e di esecuzione. Siamo in una fase cruciale con un consigliere per l’innovazione a Palazzo Chigi come Paolo Barberis, un Digital Champion come Riccardo Luna e un impegno forte del Ministro Madia e di tutta la Presidenza del Consiglio sul fronte dell’innovazione. Ma, alla fine, quello che farà la differenza più di tutto sarà riuscire a far maturare nell’opinione pubblica la consapevolezza della necessità di trasformazione digitale del paese.

poggianiE’ chiaro che serve impegno politico e reali investimenti per colmare il gap con il resto d’Europa ma serve soprattutto la consapevolezza politica e sociale del ruolo strategico della digitalizzazione.

Molte ricerche mettono in relazione strategia crescita digitale e crescita per le imprese: secondo fattore internet, sappiamo che anche in Italia le PMI online attive (manifatturiere, agricole, turistiche, del commercio e dei servizi) crescono di più in fatturato (+1,2%), produttività (+34%), internazionalizzazione (+15%) e occupazione (+14%). Dalla ricerca WEF “Tornare a crescere: come? sappiamo inoltre che le PMI online crescono fino a 5 volte di più di quelle che non lo sono. Allo stesso tempo però, il documento di crescita digitale dice che oltre il 40% delle imprese considera il principale ostacolo all’utilizzo di Internet la percezione di inutilità rispetto alla propria attività”.

Come invertire la rotta? Come trasformare le nostre PMI?

“Credo che la rotta vada cambiata attraverso più azioni: la banda larga, come dicevo prima, è condizione abilitante e prerequisito essenziale, ma è chiaro che dobbiamo usare anche il volano della PA per far crescere la domanda di digitale. Per questo stiamo lavorando per dare a tutti i cittadini e imprese una piattaforma unica di accesso ai servizi, con usabilità e immediatezza come valori centrali, che renda l’opzione digitale più facile, immediata e conveniente.
E poi dobbiamo lavorare molto sulla diffusione delle competenze digitali, andando oltre una certa idea elitaria del web, coinvolgendo largamente la società civile, media e tutti quelli che possono dare una mano: dobbiamo fare uscire il digitale dal circolo degli addetti ai lavori e farlo diventare patrimonio di tutti.
Se oggi una persona di 50 anni perde il lavoro difficilmente ne troverà un altro se è privo di competenze digitali.

Quale può essere un possibile ruolo delle camere di commercio?

Le Camere di Commercio possono giocare un ruolo essenziale per assistere le piccole imprese nel percorso di trasformazione e nell’acquisizione di competenze. Ci sono già camere di commercio che più di altre hanno indicato la via dell’innovazione come strada maestra ai loro associati, ma serve più coraggio per fare di questi esempi la prassi e non l’eccezione virtuosa.
Dobbiamo accelerare: ogni camera di commercio dovrebbe ad esempio guardare con preoccupazione il dato che solo il 5% delle aziende italiane fanno e-commerce.
AgID vuole coordinare la digitalizzazione del paese con visione unitaria e grande spirito di collaborazione, perché in gioco c’è la capacità di crescere dell’Italia.

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