BeeSide e lo storytelling dell’impresa sociale

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Lo storytelling e il social media marketing sono ormai dei pilastri per la comunicazione di aziende ed attività produttive, ma quando si parla di terzo settore e di Responsabilità Sociale d’Impresa il riferimento non è automatico. Come fare quindi per veicolare la comunicazione di questo ramo della società? Ci pensa BeeSide!

Un’idea di tre giovanissimi napoletani: Valerio, Marco e Ilaria, che hanno partecipato e vinto il bando Culturability promosso dalla Fondazione Unipolis, ci raccontano la loro avventura !

Da cosa è partita la vostra idea, come mai vi siete messi in gioco, tenendo anche conto della vostra giovane età e in riferimento alla difficile situazione economica in cui ci troviamo?

Siamo giovani, è vero, ma fin dagli anni universitari abbiamo considerato quella dell’imprenditoria una strada da intraprendere. Per vocazione o per necessità abbiamo costruito la nostra idea d’impresa nel tempo – veniamo tutti dalla comunicazione e dalla produzione video televisiva, settori dove la cosiddetta autoimprenditorialità è diffusissima: Culturability è dunque stato un’ottima opportunità per il lancio della nostra idea d’impresa, che trova uno sbocco naturale nel mondo cooperativo.

ll pay-off di BeeSide infatti è “Social Issues Storytelling”.

Logo BeeSideGrazie alle precedenti esperienze d’impresa oppure con broadcaster nazionali, abbiamo sviluppato grandi capacità di raccontare il lato sociale del mondo profit e no-profit.

Viviamo un’epoca in cui la Responsabilità Sociale d’Impresa non può essere trascurata da nessun attore economico: rinunciare a comunicare il proprio apporto alla comunità, all’ambiente vuol dire alienarsi buona parte dei clienti o dei partner, sempre più vigili, informati, attenti. Raccontiamo le buone pratiche d’ imprese ed enti in modo articolato: produciamo video dall’autonomia creativa -non semplici spot ma contenuti, documentari, web serie… – ma vi affianchiamo anche la strategia di distribuzione e web/social media marketing.

E, com’è intuibile, anche noi intendiamo dare un apporto considerevole alla comunità: diffondere esempi di virtù, divulgare “buone pratiche” che possano divenire modelli da adottare.

Come avete vissuto il periodo di selezione e di formazione di Culturability e come è cambiato via via il vostro progetto?

Il numero dei partecipanti a Culturability è stato notevole: ci ha impressionato e ci è stato chiaro fin dal primo step quanto sarebbe stata dura. Non ci siamo fatti scoraggiare, però, e abbiamo dato il massimo ad ogni passaggio. Nel frattempo abbiamo continuato a studiare la nostra idea d’impresa e a modificarla: far combaciare la propria idea con i bisogni reali del mercato fa parte del percorso e ci siamo sforzati (e continuiamo a farlo!) di amare la nostra idea d’impresa restando con i piedi ancorati a terra.

Il vostro percorso il Culturability si è concluso e finalmente spiccate il volo nella realtà di tutti i giorni. Come volete proseguire ora? Cosa vedete nel vostro futuro nel breve periodo?

Il giorno dopo l’annuncio dei vincitori eravamo già a lavoro. Ci stiamo preparando ad entrare sul mercato e stiamo mettendo a punto i nostri servizi: su alcuni di questi stiamo già lavorando approfonditamente. Nel nostro futuro vediamo tonnellate di lavoro da svolgere: impegnativo e tanto, tanto stimolante.

Beeside Team

Per quale motivo credete che la vostra idea, che si è trasformata ed è diventata un vero e proprio progetto concreto, potrà essere una risorsa per il vostro territorio di riferimento?

Le nostre scelte strategiche per BeeSide sono indirizzate a renderla un’eccellenza del territorio nazionale. Questo è ciò che intendiamo fermamente diventare e raggiungere questo obiettivo in un momento turbolento e denso di sfiducia per l’Italia non potrebbe renderci più orgogliosi.

La prima idea che vi viene in mente per cambiare il Paese; in particolare in riferimento alla situazione dei giovani che si mettono in gioco come voi?

Costruire l’idea di futuro che vogliamo vivere: avere un’intuizione, sì, ma trasformarla in progetto per arrivare a degli obiettivi, in modo lento ma inesorabile. Questo è ciò che viene in mente a noi per non lasciare che l’idea sia “soltanto un’astrazione”.

Tutti giovani che stanno costituendo imprese -e non solo- sentono delle responsabilità nei confronti del Paese: ci auguriamo che sia vero anche il contrario.

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