Dal latte allo scaffale: il caso di un azienda zootecnica tra passione e tecnologia

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Siamo a Torbole Casaglia, nella bassa bresciana, con Enrico di 44 anni che gestisce da sempre un’azienda zootecnica di vacche la latte rilevata da suo padre: alleva 75 vacche alimentate con foraggio che lui stesso produce insieme al mais nei sui 30 ettari di campi coltivati.

 Le mie vacche sono tecnologiche: grazie ad un sistema informatico chiamato “podometro” si può rilevare la fertilità della vacca, alcune malattie e i quantitativi di latte in fase di mungitura.

Ho installato questo sistema da sei anni e dando molto beneficio alla gestione aziendale sia in termini di “energia lavoro” che per l’ottimizzazione degli sprechi; in ogni momento ho la situazione della stalla sotto controllo, i dati vengono rilevati da un computer mi riporta una fotografia reale della situazione della stalla.

È un lavoro duro il mio ma sono molto soddisfatto e ho sempre il sorriso: sono circondato da affetto e sostegno da parte della mia famiglia. Ho tre figli e il più grande, Angelo, che ha 16 anni, mi aiuta nelle mansioni aziendali in ogni momento libero dalla scuola agraria: ha una grandissima passione per questo splendido lavoro e sono sicuro che porterà avanti l’azienda.

Quale difficoltà hai affrontato e risolto per fare la tua impresa o farla crescere?

Tante le difficoltà soprattutto perché ho a che fare con gli animali, che mi danno molte soddisfazioni; ma essendo esseri viventi si possono ammalare, possono diminuire i quantitativi di latte, nei parti ci possono essere mortalità ecc…perciò vivo un rischio d’impresa decisamente elevato.

E poi non dimentichiamoci che la stagionalità veste un ruolo molto importante: non tutte le annate sono ottimali per la massima resa di prodotto utile per la gestione degli animali, il che significa aumentare i costi per implementare il mangime. Infine dobbiamo citare anche le grandi calamità naturali a cui purtroppo negli ultimi anni stiamo facendo sempre più l’abitudine: possono distruggere interi raccolti e a quel punto è difficile mantenere in equilibrio la filiera.

 

Quali sono le motivazioni alla base del successo?

Alla base del successo come imprenditore agricolo c’è sicuramente la grande passione per gli animali e per la campagna, la fede e la famiglia, colonne portanti per la vita. Ma nulla sarebbe stato possibile se non ci fosse stato l’appoggio della mia famiglia che condivide ogni momento di gioia e di dolore sostenendomi sempre e facendo insieme a me dei grandi sacrifici.

Inoltre sono associato a Coldiretti da sempre, questa grande organizzazione mi ha aiutato e sostenuto in molte occasioni, soprattuto nelle difficoltà che ho incontrato nel mio percorso professionale.

Per quanto riguarda la straordinaria vittoria del premio “Oscar Green promosso da Giovani Impresa” di Giovani Impresa, il promotore del progetto è la stessa Coldiretti che ha ideato la filiera “dal latte allo scaffale” coinvolgendo anche altre aziende zootecniche bresciane.

Il progetto si chiama “Latte UHT italiano – dalla stalla alla grande distribuzione”. E’ stato un percorso difficile che ha visto impegnati vari attori della filiera ma che alla fine ha portato grande soddisfazione per tutti. Voglio ringraziare Coldiretti e in particolar modo il Presidente Ettore Prandini e il Delegato provinciale di Giovani Impresa Giancarlo Picco che hanno creduto nel progetto investendo tempo e risorse….insieme ce l’abbiamo fatta!

 

latte_oscar

Perché hai vinto per Oscar Green?

Ho vinto nella categoria “IN FILIERA” perché il progetto è unico nel suo genere: parte dalla produzione del latte e, attraverso la grande distribuzione, arriva al consumatore finale passando attraverso l’industria (centrale del latte) dove viene lavorato il prodotto e confezionato.

Attraversa quindi tutto il processo economico portando valore aggiunto al prodotto base, il latte stesso, con un riconoscimento adatto del prezzo alla stalla ed arriva alla distribuzione con un costo molto conveniente per il consumatore finale. Il prodotto viene commercializzato all’interno dei punti “IPER – la grande I” con il marchio VOI (valori origine Italia) e all’interno del progetto FAI (firmato agricoltori italiani) che vede presenti, oltre al latte anche la pasta, il riso e l’olio.

…e non dimentichiamoci che stiamo parlando di un latte UHT intero a parzialmente scremato 100% italiano, anzi bresciano!

 

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