La linea d’arredamento con il legno di fico d’india

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Realizziamo mobili e complementi d’arredo caratterizzati da una particolare finitura, ottenuta attraverso una tecnica di lavorazione brevettata che prevede l’utilizzo della fibra legnosa contenuta nella pianta del Fico d’india.

Attualmente realizziamo prevalentemente tavoli, tavolini, specchi, pannelli decorativi ed oggettistica. Nei prossimi mesi (in concomitanza con il Salone del mobile 2014) allargheremo la produzione anche ad una serie di sedute e mobili contenitori. Vendiamo i nostri prodotti attraverso il nostro punto vendita di Lecce, un rivenditore a Milano ed attraverso il nostro sito internet

Marcello è titolare dell’azienda Sikalindi, che in lingua grika vuol dire “Fico d’India”. A quanto pare questo arbusto non produce solo spinosi e dolcissimi frutti, ma è anche ottimo per essere lavorato così da dare vita a particolari e interessanti arredi..

Quale difficoltà hai affrontato e risolto per fare la tua impresa o farla crescere?

In primo luogo le difficoltà sono state di natura tecnica, poiché non è stato per nulla facile mettere a punto il procedimento di estrazione della fibra dalla pianta, per poi poterla lavorare come un legno.

In passato artisti ed artigiani avevano già lavorato questa materia prima (ed ancora oggi qualcuno lo fa), utilizzando quello che rimane quando la pianta secca, ma con grandissime limitazioni, poiché se si aspetta che la pianta secchi gran parte della fibra va in decomposizione e quei piccoli frammenti che rimangono sono ormai fragili e compromessi, adatti solo a fare piccoli oggetti.

Noi avevamo bisogno di ottenere un materiale sano, resistente e durevole come un vero legno, perché solamente in questo modo avremmo potuto farne dei mobili. E per questo motivo abbiamo messo a punto una tecnica che prevede l’estrazione della fibra dalla pala ancora verde, appena tagliata dalla pianta, e successivamente prevede l’essiccazione della stessa, così da ottenere una corretta stagionatura ed evitare che si decomponga come avverrebbe altrimenti.

Dal punto di vista aziendale, le maggiori difficoltà che incontrano oggi le piccole realtà che vogliono emergere, sono legate alla distribuzione, ovvero alla possibilità di raggiungere clienti e mercati anche molto distanti da noi, che apprezzano i nostri prodotti. Lavorare in Italia è importante, ma oggi le grandi opportunità si trovano all’estero. Noi stiamo cercando di lavorare assieme ad altri colleghi imprenditori per portare vanti delle iniziative comuni di internazionalizzazione.

Quali sono le motivazioni alla base del successo?

Le motivazioni alla base del successo dei nostri prodotti sono di vario tipo.

Innanzitutto c’è una componente estetica, poiché la texture creata dalla fibra del fico d’india è assolutamente particolare e diversissima da qualsiasi altro materiale. E’ una sorta di maglia di legno ricamata all’uncinetto, con un motivo decorativo sempre diverso che da origine a delle superfici uniche.

In secondo luogo c’è una componente “emozionale”, perché la pianta del fico d’India è assolutamente evocativa di un certo paesaggio e di un’atmosfera tipica del nostro territorio (il Salento) ed in generale dei climi miti del Mediterraneo.

E poi c’è la componente dell’eco-sostenibilità, poiché la nostra produzione non ha alcun impatto ambientale. La materia prima che noi lavoriamo, infatti, proviene dall’attività di sfoltimento e diradamento che periodicamente viene svolta dai contadini che hanno i fichi d’India nei loro terreni.

 

fiko

In quale categoria sei risultato finalista ed hai poi vinto per Oscar Green e perchè?

La categoria dell’Oscar Green nella quale abbiamo vinto è “Stile e Cultura d’Impresa”. Questo premio viene conferito alle imprese che si distinguono per creatività ed originalità unite ad efficaci strategie di sviluppo. Inoltre nel nostro caso è stato certamente determinante per la vittoria il fatto di aver messo a punto un procedimento di lavorazione assolutamente eco-sostenibile, cioè “green” appunto.

 

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