L’innegabile protagonismo del settore agricolo: ne parliamo con Vittorio Sangiorgi di Coldiretti Giovani

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Tecnologia e stupore, sapienza e intraprendenza, capacità di reinventarsi e rivisitare la storia e la tradizione italiana sono alcune delle parole chiave dell’evento di Oscar Green, l’evento organizzato da Coldiretti Giovani.

Il Presidente Vittorio Sangiorgi ci racconta la strategia e gli obiettivi che fanno rima con i migliori giovani imprenditori agricoli e con il futuro del made in Italy.

Sangiorgi

“Il concorso OscarGreen nasce con una finalità strategica: con più azioni vogliamo far emergere il meglio dell’impegno dei giovani su ciò che sta avvenendo in agricoltura.

La grande capacità propositiva del progetto è evidente: il concorso è riuscito ad ottenere per 7 anni l’alto patronato del Presidente della Repubblica e di anno in anno puntiamo all’innovazione sull’onda dell’innegabile protagonismo del settore. Aggiungo due obiettivi:

1) attrarre giovani che non appartengono per nascita al settore.

Da qualche anno siamo riusciti a comunicarlo: per fare agricoltura non devi essere di seconda generazione. Andando oltre l’arretratezza culturale che vede l’agricoltura come eredità, i dati dicono che ci sono molti imprenditori che decidono di fare impresa agricola.

2) I valori: lo abbiamo dimostrato anche con la grande mobilitazione al Brennero e Montecitorio. Noi puntiamo i riflettori sul falso made in Italy.

E’ in ballo il futuro di tutto il paese perché chi sottrae competitività al made in Italy,  sta sottraendo posti di lavoro. Ora abbiamo disoccupazione giovanile del quasi 40%, ma domani? L’impegno di Coldiretti Giovani è verso il paese.

Dalle storie che abbiamo pubblicato su We4Italy, ricerca, sostenibilità e uso del web sono alcuni degli asset comuni a molti giovani imprenditori: ma oggi in Italia su cosa punta il giovane l’imprenditore agricolo?

L’idea di fare agricoltura è strettamente connessa a rinforzare lo sviluppo del paese. Il modello vincente è quello sostenibile dove l’utile dimpresa diventa logica di buon progetto di qualità della vita. Non si torna alla terra perché c’è al crisi crisi perché l’investimento è trasversale: chi  fa impresa è integrato nel territorio, coinvolge artigianato e manifatturiero, turismo e ospitalità mettendo assieme asset del brand del made in Italy

E i problemi da affrontare? Abbiamo da poco inaugurato la possibilità di inviare idee  per supportare le giovani imprese dando la possibilità ad Unioncamere, assieme alle associazioni di categoria partner del progetto (quindi anche con Coldiretti Giovani), di fare proposte concrete. Cosa è urgente per te e l’associazioni che rappresenti?

Se devo dare un elemento, lo metto a sistema con il nostro nuovo sito che andrà on line a breve. Vogliamo aumentare il supporto consulenziale: di questo hanno bisogno i nuovi imprenditori.

Via web proveremo a rispondere a questo bisogno mettendo a disposizione un tutor da affiancare ad ogni neo imprenditore che in prima fase saranno i presidenti provinciali di Coldiretti. Dobbiamo puntare a sviluppare percorsi per avere profili consulenziali più preparati per fare impresa in agricoltura.

In particolare aggiungo una nota: dobbiamo per far crescere l’azienda familiare svilluppando profili definiti per aprirci al capitale di rischio.

Se i fondi per la maggior parte sono sul breve periodo dobbiamo investire per creare nuovo modello anche nel medio, per arrivare tra gli 8-10 anni. Chi investe nel vino per esempio, non vede nessun ritorno se non nel medio periodo.

Ma che cosa può offrire ai giovani il settore agricolo?

La grande opportunità sta nel rivedere il proprio stile di vita. Molti dei giovani lo fanno in duplice nota: da un lato con nuova redditività ma anche per il proprio benessere perché, lavorando la terra, ci lega  al ritmo della natura.

Non c’è frenetismo nel rinforzare i principali asset del paese!

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