Fare impresa è guardare al futuro con occhi diversi

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“Inventarsi il lavoro: creare startup”, tra gli eventi del Festival di Internazionale a Ferrara, concluso l’altro ieri, è stato quello più in linea con we4italy.

Ed infatti, Luca De Biase, giornalista de Il Sole 24 ore che coordinava l’evento, ha lanciato una metafora che porta in luce dati e racconti che più volte abbiamo pubblicato:

“siamo in un momento di crisi, certo, ma siamo anche di fronte ad un inevitabile cambiamento, ad un cambio di rotta epocale che segnerà il nostro futuro. Possiamo prendere per assonanza la parola “crisi” e storpiarla, trasformarla in “crisalide” e come la crisalide è lo stadio decisivo della vita della farfalla; quando muta da larva ad insetto, così il nostro Paese sta per vivere un profondo cambiamento.”

Con questo incipit e con diverse visioni, l’evento ha fornito un quadro interessante con il belpaese in movimento: il nodo è una questione di metodo perché, per i giovani che vogliono mettersi in gioco nel mondo imprenditoriale, la creazione di startup è costruire qualcosa di nuovo. Di diverso.

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Il primo ad intervenire è stato Walter Dondi della fondazione Unipolis, promotrice dell’evento, che con il Bando Culturability:”fare insieme in cooperativa” si è data l’obiettivo di far convergere la creazione di opportunità di lavoro per i giovani e l’ambito della cultura e della creatività.
Il progetto ha avuto un grandissimo successo: 824 le proposte ricevute da 3000 giovani in tutta Italia.

Numeri che parlano chiaro e che indicano nel fare impresa cooperativa un futuro possibile.

Il processo di Culturability, dopo la valutazione delle idee,  è passato ad una prima scrematura e i giovani selezionati sono stati accompagnati durante l’estate da un team di esperti per perfezionare il modello e gli obiettivi. A fine anno ben 15 progetti avranno la possibilità di prendere vita come imprese cooperative.

“Quello che abbiamo voluto fare con questo bando è stato primariamente di creare una cultura di impresa, siamo una sorta di incubatore diffuso ed è stato peculiare vedere che pubblicizzare il concorso quasi esclusivamente online in modo da raggiungere più facilmente il nostro target di riferimento, ha dato grandi frutti ma; il momento di incontro offline, di persona, è stato altrettanto fondamentale e determinante”.

Kumardev Chatterjee, è il fondatore del forum europeo dei giovani innovatori, che vuole supportare i giovani imprenditori e accompagnarli durante i primi passi nel mercato. Il punto di partenza è la condivisione del rischio e delle iniziali difficoltà.

Chatterjee interviene parlando della crisi in senso più ampio “In Europa la crisi si declina in diverse forme, ma la più forte ed importante, quella su cui si deve lavorare attivamente quanto prima è quella mentalità: è necessario cambiare il modo di pensare ed è fondamentale unirsi come Europa. Per questo motivo avere un’idea non basta, è necessario che vi siano varie forze in campo a supportare i giovani” e cita i voucher per l’innovazione che entreranno in campo tra qualche tempo destinati a rendere più facile l’accesso alle strutture, ai mezzi e agli strumenti che servono ai giovani per fare impresa.

Marco Zappalorto ha raccontato di Nesta: una charity indipendente che ha come missione quella di trasformare le idee in grandi idee supportando pmi, giovani e startup.

Challenge prizes come metodo e con sede sede a Londra, NESTA  gode di un ecosistema davvero florido visto che le startup registrate in città lo scorso anno sono state ben 500 000.

Antonio Famulari, invece, ha portato la sua esperienza personale di starupper: fondatore di PanPan applicazione per smartphone ideata e creata a Parigi, ha deciso con il suo gruppo di tornare in Italia, in particolare in Sicilia, da dove proviene, passando per Milano tra incubatori e acceleratori:
“In Italia c’è il giusto fermento di cui si ha bisogno, dopo anni in Francia e con l’idea iniziale di non tornare più nel mio Paese natio, mi sono sorpreso di trovare un città come Catania molto attiva nell’ambito dell’innovazione creativa e ho potuto constatare che nello Stivale i bandi e le possibilità di mettersi in gioco sono tante, molte di più di quello che ci si potrebbe aspettare”.

Per ultimo è intervenuto Alessandro Fusacchia, attualmente consigliere di Emma Bonino al Ministero degli Affari Esteri “L’ex Governo, con il ministro Passera, ha messo in atto un lavoro importante, ampio e di grande respiro: sono stati invitati a partecipare i nostri maggiori esperti per creare un progetto di ecosistema. Era restartItalia e le startup non erano così di moda. Abbiamo creato una taskforce che, in modo trasparente ha cercato di creare un nuovo metodo di lavoro, cercando di parlare al paese.

Non possiamo pensare di parlare di innovazione o di startup, è evidente, senza mettere in atto una serie di cambiamenti a livello strutturale che riguardino per esempio la semplificazione delle normative sul lavoro; così, proseguendo quanto avviato, abbiamo cercato di dare delle risposte in questo senso, di progettare secondo ottiche differenti ma con obiettivi ben definiti  procedendo con l’attuazione di riforme e provvedimenti pianificati da chi fa parte di questo contesto e sa quali sono i punti di debolezza.

L’Italia, poi, si è decisamente stancata di quella che viene definita “fuga dei cervelli”: i giovani devono poter  restare qui e che quelli che già si trovano all’estero e sono delle eccellenze di cui siamo fieri ed orgogliosi si mettano in rete e creino contatti e collegamenti. Il nostro Paese deve essere primariamente un luogo da cui non voler scappare e, secondariamente, un luogo in cui voler andare: dobbiamo creare appeal per gli stranieri e far in modo di essere visti all’estero come un esempio da cui prendere spunto.

Per questo motivo nasce Destinazione Italia, un progetto di sviluppo per i nostri giovani e per le imprese; proseguendo con l’innovazione nel metodo, a breve inizierà una consultazione online sperando che si possano raggiungere in breve tempo e con l’appoggio di tutti, i grandi obiettivi che ci siamo posti.”

Punti di vista differenti, progetti, idee e input che fanno pensare al futuro dell’imprenditoria italiana e degli innovatori a fronte alta. Su we4italy faremo la nostra parte.

E’ una questione di metodo.

2 Responses a “Fare impresa è guardare al futuro con occhi diversi”

  1. Giulia on

    La mia impressione da partecipante all’incontro under 30 con alle spalle esperienza d’impresa individuale e partnership con start-up è stata di molte chiacchere e poca sostanza, lo dico con rammarico perché confidavo di uscire con un bagaglio di informazioni pratiche e suggerimenti concreti.

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  2. Michele D'Alena on

    Ciao Giulia, grazie del commento.
    Se la tua aspettativa era avere informazioni pratiche, capisco il tuo punto di vista. Quello che posso aggiungere, visto che ero presente, è che l’evento ha dato però un insieme di visioni su cosa sta accadendo e cosa deve accedere nel paese. Panpan è certamente un esempio virtuoso anche se ancora in progress mentre De Biase, Dondi e Fusacchia andavano certamente oltre il come fare per creare la startup: si tratta di rinforzare un processo culturale, di cui speriamo we4italy sia parte, ma se tu chiedi servizi e consigli pratici, ti consiglio di lasciare una tua idea e proposta qui http://www.we4italy.it/racconta-la-tua-idea/ .

    We4Italy vuole essere nodo di proposte operative di cui Unioncamere si farà portavoce.

    Michele dello staff di we4italy

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