Erregigioielli: l’artigianato Napoletano tra estetica e competitività

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“La passione per l’arte orafa mi è stata tramandata da mio padre che fondò l’azienda: io ho proseguito la tradizione perché da subito ho capito il valore sia artistico che culturale di ciò produciamo”.

La storia di Erregigiolielli parla di estetica e di competitività italiana che prende forza dalla nostra cultura: come molte nostre aziende, ha le radici nel passato ma guarda al futuro perchè, senza innovazione, il “made in Italy” non basta più: “ora cura, arte e creatività caratterizzano le nostre produzioni e ci permettono di mantenere alti standard grazie a innovazione continua e diversificazione in base alle richieste del cliente.

Aprirsi al mercato estero è stata la grande sfida perché il mondo dei gioielli, come tanti altri campi, in questo momento deve scontrarsi con la competizione a livello internazionale dei nuovi competitors d’oltre oceano e dei mercati asiatici. Per il lavoro artigiano, ogni giorno è una grande sfida che può essere vinta valorizzando l’unicità e la particolarità contrapponendola alla standardizzazione e all’impersonalità”.

Come internazionalizzare un’azienda a gestione familiare quando la bellezza, per distinguersi nel mercato globale, è elemento imprescindible?
“Sette anni fa, quando sono subentrato nella direzione dell’azienda, uno dei primi problemi con cui mi sono dovuto scontrare è stato di tipo economico perchè per rinnovare bisognava investire. La famiglia, oltre a portare legame ed affetto, si è rivelata la base fondamentale che mi ha spinto a rimboccarmi le maniche e continuare la tradizione.
Noi siamo radicati a Napoli, la città delle nostre origini, con cui abbiamo un legame speciale anche se non è facile far sopravvivere il lavoro artigiano”.

Ma se chiediamo quali possono essere gli elementi per essere più forti, Erregigioielli indica la rete , il confrontarsi con la realtà territoriale e il senso comunitario, come patrimoni essenziali.

Mettere in condivisione contatti e conoscenze diventa modus operandi.
“Grazie Consorzio del Borgo Orefici del nostro quartiere, siamo riusciti a creare una solida rete di contatti e collaborazioni che ci aprono alla commercializzazione sia in Italia che all’estero”.

Ma quale può essere la via italiana ad un artigianato contemporaneo capace di competere?
Sono 3 le mosse suggerite:

“Riuscire a trasmettere la passione che mettiamo nel nostro lavoro, far riscoprire il lavoro artigiano in tutta la sua genuinità e naturalezza e seguire il cliente: sono questi i nostri punti di forza che danno un valore intrinseco maggiore alla produzione e all’unicità dei gioielli che produciamo.

Si ringrazia CASARTIGIANI per aver fornito le informazioni utili alla redazione di questa storia di giovani imprenditori di successo.

 

 

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